neuralink

E se potessimo salvare i ricordi del nostro cervello in un computer e rivederli ogni volta che volessimo?

Elon Musk non finirà mai di stupirci! Nel 2016 con 8 soci, fondò in San Francisco Neuralink, una strabiliante start-up dove oggi lavorano più di 90 persone ed il cui obiettivo è quello di creare un canale di comunicazione diretto tra cervello umano e computer che sia capace di leggere l’attività celebrale e trasformarla in ordini a qualsiasi macchina.

La scorsa settimana  e dopo anni di intenso lavoro Elon Musk, , in una conferenza tenutasi a San Francisco, ha svelato i principali obiettivi di Neuralink, affermando: “Siamo in grado di realizzare un’interfaccia completa tra cervello e macchina”.

Certamente non è una novità, già che  anni prima altre compagnie hanno cercato di  studiare interfacce di questo tipo, sviluppando  dispositivi come i sensori, che hanno dato la possibilità a pazienti affetti da  malattie che comportavano alcun tipo di paralisi del corpo,  a muovere arti robotici solo con l’uso  della mente. Nel 2006 si riuscì per la prima volta a far muovere ad un uomo affetto da una paralisi, un cursore del mouse solo con l’uso della mente. Ma Neuralink vuole andare più in là, vuole cioè coinvolgere una quantità maggiore di neuroni del cervello umano. 

Possiamo dire che gli obiettivi della compagnia sono a medio e lungo termine. Quelli a medio termine sono quelli vincolati a sostituire il linguaggio ed ad essere d’appoggio a certe malattie come per esempio il Parkison. Quelli a lungo termine sono relazionati a creare uno livello di intelligenza artificiale per potenziare lo stesso cervello umano. Elon Mask sempre ha visto una minaccia nell’intelligenza artificiale, già che questa sarà molto più potente di quella degli esseri umani, quindi afferma, che se vogliamo evitarlo non ci rimane che potenziare la mente umana dandogli una maggiore potere di calcolo e dei veri e propri superpoteri. Ed è soprattutto su questo punto  che sorge la polemica considerando i rischi ed i temi etici nel momento che si voglia introdurre questa tecnologia per migliorare la capacità naturale della mente umana.

E anche se tutto ciò ci può sembrare fantascienza e forse anche un po’ rischioso, certamente per le persone che soffrono alcun tipo di malattia e paralisi del corpo non può che essere una grande speranza. Possiamo essere veramente molto vicini a delle soluzioni per migliorare la vita di migliaia di persone affette  da alcun tipo di malattia degenerativa, lesioni del midollo spinale, non vedenti, non udenti, per permettergli  di muovere oggetti  con l’uso della mente.

Ma vediamo in questo momento quali sono le principali innovazioni portate avanti in questi anni da Neuralink:

  1. Il tipo elettrodi, innestati nel cervello,  la cui funzione è quella di raccogliere l’attività celebrale. Fin’ ora erano rigidi, con dei rischi nel momento di essere inseriti nel cervello. Neuralink è riuscita ad inserire gli elettrodi in sottilissimi fili flessibili capaci di trasmettere le onde a dispositivi esterni come per esempio un computer.
  2. Un robot, caratterizzato per la sua alta precisione che ha il compito di introdurre i relativi fili nel cervello senza compromettere i vasi sanguigni.
  3. Il tipo di lettura dell’attività celebrale in quanto alle aree motrici che sono quelle incaricate a muovere una parte del corpo.

Ma a che punto siamo nelle sperimentazioni? Già si sono realizzate test con i topi con esito positivo, successivamente Neuralink è stato iniettato su uno scimpanzé che è riuscito a inviare comandi a un PC. Quindi in pochi mesi, verso la fine del 2020 inizieranno le prove negli essere umani. 

Infine se sei un neuroscienzato, programmatore, esperto in robotica e ti interessa il progetto,  la start-up ti apre le porte ed in questo link puoi presentare la tua candidatura.

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