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All’ospedale di Varese arriva il robot che monitora i pazienti affetti da Covid19 e ridurrá il contagio tra i professionali sanitari.

Sono già tanti i settori in cui si sta espandendo l’uso dell’ intelligenza artificiale e la robotica ed uno tra i tanti é proprio il settore sanitario. Cosí proprio durante la emergenza coronavirus, l’ ospedale di Varese ha assunto 6 robot che hanno il compito di aiutare i professionali sanitari nel monitoraggio clinico dei pazienti affetti di Covid19.

Tommy, uno dei 6 robot, non indossa la mascherina però salverà vite. É un robot umanoide, alto più o meno come un bambino di 8 anni, con ruote e un monitor nella zona del cuore ed é principalmente capace di misurare la saturazione, la frequenza cardiaca e respiratoria, la pressione arteriosa oltre che facilitare la comunicazione del paziente con il personale.

L’ idea proposta da Giovanni Poggialini, un ingegnere clinico, con l’aiuto della startup veneta Omitech, ha l’obiettivo principalmente di risolvere 3 importanti problemi in questa emergenza COVID-19:

1. La scarsitá di reperire le protezione individuali per i professionali giá che i pazienti hanno un alto indice di contagiosità e si può entrare in contatto con loro solo dotati di questi dispositivi

2. L’alto numero di contagi da coronavirus tra medici e infermieri in Italia, quasi 4.000 e la difficoltà in incontrare altri professionali che li possano sostituire.

3. Ultima ma non meno importante la solitudine de pazienti, purtroppo lasciati soli per l’alto indice di contagio del virus.

In italia ricordiamo che gíà erano stati fatti test pilota nel 2018-2019 , per esempio con Pepper un robot che è stato impiegato nella Casa Sollievo della Sofferenza di Giovanni Rotondo (Foggia) per monitorare le stanze dei pazienti e allertare i medici in caso di pericolo (ad esempio se il malato cadeva dal letto o in bagno), restandovi fino al suo arrivo o con R1 che assisteva pazienti nella routine quotidiana, accompagnandoli a fare esami o terapie.

Questo é certamente un esempio di come la tecnologia e l’innovazione può aiutarci in situazioni complesse come quella di un’emergenza sanitaria e la futura sfida di questi umanoidi é che non solo possano analizzare lo stato fisico dei pazienti, ma possano anche capire le loro emozioni ed interagire.

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